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A cosa serve il piano editoriale?

A cosa serve il piano editoriale?

La dicitura piano editoriale piace parecchio a in tanti mestieri e a tutti i livelli. È anche coerente in modo perfetto con tematiche quali SEO, social media e giornalismo. 

Facendo una ricerca su Google in merito al piano editoriale, si ottiene una dimostrazione molto pratica: la SERP, ossia la pagina dei risultati offerta dal motore di ricerca che, per dare risposta alla query, presenta siti che non c’entrano nulla con l’ambito originale in cui viene sviluppato il piano editoriale. Tale ambito è l’editoria. 

Il problema è che ci sono tantissimi siti che offrono consigli per creare un piano editoriale perfetto, ma il più delle volte l’argomento viene trattato con molta superficialità. Vediamo allora di chiarire alcuni concetti in merito con questo articolo. 

Cosa è un progetto editoriale?

Piano editoriale definizione? È un documento fondamentale per tutte le case editrici, poiché viene costruita e ufficializzata ogni anno la programmazione economica e dei contenuti di un editore. Attraverso di esso vengono stabiliti i libri che dovranno uscire il prossimo anno e viene fatta una stima approssimativa sulle possibili vendite. 

Il concetto oggi può essere ampliato, tirandolo fuori dal contesto delle case editrici e generalizzandolo. Quindi, la definizione potrebbe cambiare così: “Documento più o meno esplicito in cui sono stati pianificati contenuti nell’ambito di una specifica attività di produzione”. 

Quindi, siti web, blog, testate giornalistiche e profili social media gestiti posseggono un piano editoriale. Ciò significa che chiunque decida di produrre dei contenuti necessita di un piano editoriale. In altre parole, gli serve una strategia.

Se il piano editoriale è allora una strategia, non serve la separazione tra digitale e analogico, reale e virtuale. Insomma, deve essere creato basandosi sul presupposto che il mondo è uno e univoco nella sua frammentazione, declinazione, relatività, in cui esistono un numero incerto di pubblici di destinazione, interessi e nicchie di mercato. 

Quali sono gli obiettivi di un piano editoriale?

Un piano editoriale si pone obiettivi in funzione della progettazione. I parametri possono essere misurati in modo perfetto, come le visite, oppure essere difficili da monitorare. Ma quali sono i parametri che vanno valutati? Come gestire un piano editoriale SEO e strategico? Ecco in che modo: 

  • Le visite: chi scrive articoli per un blog, deve spingere verso i click e la curva di ascesa su Google Analytics. È un KPI (Key Performance Indicator) che riesce a far comprendere se la via intrapresa è quella giusta. 
  • I lead: questo è un parametro interessante, soprattutto per coloro che intendono guadagnare con il proprio blog senza pubblicità diretta, ma soltanto riuscendo a raggiungere le persone interessate. Se lead e prospect vengono aumentati, ossia i potenziali clienti, per un’azienda o un libero professionista equivale a raggiungere un obiettivo del piano editoriale. Questa dinamica può essere attivata tramite il posizionamento degli articoli su Google e i lettori che sono stati convertiti dalle landing page. 
  • Il brand: tutti gli articoli di un blog devono essere finalizzati ad aumentare l’autorevolezza del brand e la sua conoscenza. 
  • Le email: l’arricchimento del database dei contatti è uno degli obiettivi importanti di un piano editoriale. In fondo, non tutte le aziende sono in grado di vendere direttamente e guadagnare online in modo efficace attraverso un rapporto con il cliente immediato. 
  • I commenti: anche se, in apparenza, sembrano non avere nessun legame con il guadagno, in realtà non è così. Tanti progetti di blog hanno un legame stretto col customer car service oppure necessitano della creazione di una community ben definita attorno a un topic. In questo modo i potenziali clienti possono essere fidelizzati.
  • I download: i passaggi intermedi sono necessari per la conversione. Alcune volte è necessario un lavoro di content marketing diverso, tipo quello che alimenta il pubblico tramite idee, nozioni e dati strutturati. Per questo motivo monitorare il numero di download di un documento rappresenta un ottimo KPI. 
  • Gli iscritti: l’intento è di organizzare un evento o un webinar per ottenere maggiori iscritti? È una voce da inserire all’interno del piano editoriale e del relativo calendario, cercando la giusta soluzione per promuoverli. 
  • Le vendite: è uno degli obiettivi più importanti di un blog, il punto di arrivo se è concreta la possibilità di vendere uno specifico prodotto. 
  • Link: vengono considerati come l’ultimo obiettivo che un piano editoriale deve raggiungere, ma non per questo il meno importante. Quando viene gestito il template di un calendario editoriale, oppure vengono utilizzati diversi tool per la creazione di un piano editoriale, bisogna tenere sempre a mente l’aggiunta di articoli capaci di fare link earning. Cosa significa? Di contenuti in grado di attirare link in modo naturale e rendere il blog uno strumento capaci di lavorare sulla SEO off-page. 

Quanto detto sicuramente non è facile. Però, quando si parla di grandi obiettivi, ovviamente bisogna mettere sempre in conto che raggiungere non è impresa facile. Un blog sarà capace di riuscirci soltanto quando avrà al suo fianco un ottimo piano editoriale.